lunedì, 14 dicembre 2009
ARTICOLO SULLA JUVE,SULLA DIRIGENZA E IL CALCIOMERCATO…
Ciao a tutti i FRATELLI BIANCONERI,questa mattina navigando su Internet mi sono imbattuto su questo articolo che parla della NOSTRA AMATA JUVE e ho deciso di condividerlo con tutti voi perchè è molto interessate e dice tantissime verità.... UN SALUTO E FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!!!!
"I tifosi della Juventus non saranno calciatori, ex-calciatori, calciatori amatoriali, tecnici
competenti, addetti ai lavori né altro, ma hanno il pregio di aver visto un
miliardo di partite della Juventus e alla fine secondo me qualcosa capiscono. Ad
esempio, quando è stato comprato Poulsen sono andati da bravi al campetto di
allenamento e hanno appeso uno striscione che non era un insulto né altro ma la
civile e schietta condensazione di un preciso commento tecnico, ovvero “Avete
preso un altro bidone: Poulsen”. Dopo – quanti anni? Due? Tre? Con questa
dirigenza il tempo sembra non passare più – due anni, si è visto chi aveva
ragione. Il fatto è che i tifosi della Juventus capiscono benissimo non dico
tutto quello che non funziona e tutto quello che si dovrebbe fare per farlo
funzionare di nuovo, ma, se non altro, quello che di sicuro non funziona e che
di sicuro non funzionerà in futuro, cioè avendo una memoria storica impressa a
fuoco nella mente dalle sofferenze di quel miliardo di partite di prima -
partite vissute a contorcersi le budella sprofondati in poltrona al buio di una
stanza coi flash della televisione a illuminare una maschera impietrita
dall’angoscia -, capiscono benissimo alcune cose che i dirigenti della Juventus
sembrano invece sorprendentemente non capire mai, e dunque soffrono perché si
sentono impotenti e frustrati in quanto hanno già l’esperienza che i dirigenti
della Juventus si stanno facendo sul campo (leggi: sulla pelle dei tifosi)
adesso, un giorno dopo l’altro. È una specie di sindrome di Cassandra, solo che
almeno lei poteva essere sentita, prima di non essere ascoltata. Comunque,
tradotto: i dirigenti della Juventus devono perdere non si sa quanti (altri)
campionati e fare non si sa quanti (altri) errori prima di arrivare a capire
alcune cose che i tifosi della Juventus sanno benissimo da molti anni, solo che,
quando arriveranno ad avere la consapevolezza e la saggezza di quei tifosi, quei
tifosi saranno con tutta probabilità morti. Ok. So bene che nessun
dirigente della Juventus capiterà mai qui. Tempo fa, con largo anticipo ho
suggerito alla Ferrari di sostituire Raikkonen con Alonso, che era per l’appunto
una pensata ovvia ma che sembravano avere tutti tranne Montezemolo, e alla fine
l’hanno fatto, anche se con un po’ di ritardo; so che mi leggono dalla Ducati,
anche se forse si tratta degli spazzini (scrivetemi una mail, amici, e, in ogni
caso, prendete Rossi!); so che mi leggono a Mediaset Premium, perché quando mi
sono lamentato in un post dei problemi di ricezione che avevo, due ore dopo mi è
arrivata una mail a questo indirizzo dove mi si offriva tutta l’assistenza
possibile per risolvere il mio problema tecnico (ora si vede benissimo, grazie.
Ah, no, ancora una domanda: perché riesco a prendere solo un blocco di canali e
non l’altro?). Quindi, sto dicendo, nutro qualche speranza che mi legga anche
qualche dirigente della Juve o che un giorno mi leggerà un dirigente della Juve
e che possa così ascoltare i consigli che molti tifosi della Juventus gli
vorrebbero dare. Anzi, a dire il vero, più che un consiglio io ho la soluzione.
Però, insomma, prima le cose ovvie.
1. Ferrara è simpaticissimo, è un
bravissimo ragazzo, è stato un pilastro della Juventus che vinceva tutto, è
stato il secondo di Lippi quando Lippi ha vinto i mondiali, faceva la pubblicità
dove cantava quella canzone di quello yogurt o quel che era, ha i riccioli, è
napoletano, ma questo non significa che metterlo sulla panchina di una squadra
farà automaticamente vincere quella squadra. Ottima l’idea di usarlo per le
ultime due giornate di un campionato, pessima l’idea di usarlo come allenatore
per le trentotto giornate di un campionato nuovo. Prevedibile inutile obiezione:
“Ma anche Leonardo…”. Risposta: Leonardo ha alle sue spalle una società
competente. Prevedibile inutile obiezione numero due: “Ma anche Guardiola…”.
Risposta: Guardiola ha in mano la squadra più forte del mondo che gioca a
memoria da cinquant’anni e non avrà bisogno di allenatori per i prossimi
cinquanta. Ieri sera (a proposito, grazie per la meravigliosa serata), dopo
avermi stracciato i maroni per due settimane dicendo che con il Bayern, pur
bastando un pareggio, la Juventus sarebbe scesa in campo per vincere perché il
blasone, la Juventus, lo stile Juve, la mentalità e bla e bla e bla, sull’1-1
Ferrara ha tolto Del Piero per mettere Poulsen (ripeto: Poulsen), che dovrebbe
essere vietato dal regolamento (art.68. è vietato sostituire un giocatore forte
con Poulsen. Poulsen può giocare dall’inizio o subentrare a un giocatore dello
stesso rango, ovvero Tiago, Grygera, Molinaro, se stesso). So benissimo che
questo sarebbe dovuto servire a coprire di più il centrocampo perché in quel
momento il centrocampo stava soffrendo, e lo so perché queste parole Ferrara le
aveva già dette per giustificare un altro risultato negativo dopo un’altra
sostituzione incomprensibile che non aveva sortito gli effetti sperati (sono
generoso nel credere che qualcuno sperasse di sortire effetti inserendo
Poulsen), ma il problema è che, dopo, ne abbiamo presi altri tre (3), dunque i
casi sono due: o non hai inserito abbastanza Poulsen, o il modo per non soffrire
a centrocampo era un altro. Soluzioni? Per la prossima stagione serve un
allenatore e no, c***o, non mi riferisco a Conte (allora Zeman).
2. Poi non lo dico più: Poulsen, Tiago, Molinaro e Grygera non sono giocatori da
Juventus. Un tifoso juventino lo capisce quando li vede con indosso la maglia, è
proprio una cosa ovvia, non c’è davvero bisogno di passargli anche la palla. Qui
non si intende offendere la qualità dei giocatori, che sono ottimi giocatori,
splendidi professionisti e meravigliosi atleti. Qui si intende dire che la
Juventus non è una squadra adatta al loro potenziale.
3. Diego è un bidone. Non dico che sia un bidone in senso assoluto, perché non lo è. Dico solo
che eravamo abituati ad altri “fuoriclasse”, come dite voi, tutto qui. È una
questione di livello generale: metti Diego nel Werder a giocare nel campionato
tedesco e diventa un fenomeno; lo prendi e lo metti nella Juve nel campionato
italiano e diventa scarso: non è l’aria di Torino. Diego è un fuoriclasse che ha
trascinato il Werder alla finale di Europa League, cioè precisamente il nostro
prossimo sob-obiettivo che mancheremo. Ora, mi rendo conto che si tratta di
un investimento sostanzioso e che non si può semplicemente accantonarlo perché
ha sbagliato le ultime diciotto partite - diciotto partite sbagliate di seguito
non sono poi molte - dico solo che si potrebbe apportargli qualche modifica
tecnico-fisica per aiutarlo a tirar fuori il suo talento, cose come: -
segargli via i tacchi, segarglieli via dalle scarpe, proprio, e se necessario
dai piedi, andare da lui e dirgli: “Ohi, Diego, basta colpi di tacco, davvero” e
sostituirlo al primo colpo di tacco e, se proprio non molla, costringerlo a
indossare le scarpe al contrario, o fargli confezionare dal suo sponsor delle
scarpe con le punte davanti e le punte dietro, insomma, qualcosa; - dargli la
pappa reale, perché i tiri tirati finora sono stati molto precisi ma anche molto
deboli, perciò serve più forza, oppure servono due nozioni di fisica, andare da
lui e spiegargli che il pallone potrebbe aumentare le proprie possibilità di
entrare in rete se prima di arrivare dalle parti del portiere non striscia
contro tutti i fili d’erba del pianeta Terra; - tagliarsi la
frangia.
4. Felipe Melo è un bidone. Non dico che sia un bidone in senso
assoluto, perché non lo è. Dico solo che eravamo abituati ad altri
centrocampisti. Emerson, Vieira, gente così. Tutti i tifosi della Juventus hanno
provato un brivido quando, al Trofeo Berlusconi, Melo ha buttato via un pallone
a casaccio consegnandolo direttamente a Pirlo (ah, Pirlo) che ha tirato da fuori
colpendo una traversa che mi ricordo ancora adesso. Lì, ho pensato “Ohi, ohi”.
Ma poteva essere un caso. E invece, a quanto pare, purtroppo no: la
caratteristica di Felipe Melo è che, ogni tanto, perde palla, che non sarebbe
neanche un difetto grave se fosse una punta o una mezzapunta o un trequartista
(Diego ne perde a decine ma non succede quasi niente, tranne che perdiamo 4-1 in
casa con il Bayern), invece gioca davanti alla difesa, il che significa che
quando perde palla gli avversari sono già in porta, vedi Palermo. Soluzioni?
- non perdere la palla. - farlo giocare lontano dall’area, magari da
punta. - appendergli un cartello VENDESI sulla schiena, a sua insaputa o
cambiargli il nome in Felipe Melo Vendo. - comprare Gattuso che vuole andare
via dal Milan ed è il pupillo di Lippi che allenerà la Juventus il prossimo
anno. Devo dire anche bingo? - appiccicargli in testa la frangia di Diego, o
magari come barba.
5. Caceres è un bidone. Cioè, non sarebbe neanche un
bidone, onestamente, secondo me ci si può lavorare, magari in allenamento, ma
intanto gli si potrebbe spiegare che per nessun motivo al mondo deve abbattere
gli avversari in area. Con l’Inter gli è andata bene, e secondo me, dopo,
Ferrara avrebbe dovuto andare da lui con una videocassetta di 240 minuti con
registrato sopra il replay del suo intervento su Milito novecentosessanta volte
e legarlo a una sedia con le palpebre bloccate modello cura Ludovico e fargliele
sorbire tutte dicendogli “non.abbattere.gli.avversari.in.area. Chiaro?”, ma
evidentemente Ferrara non l’ha fatto, perché con il Bayern Caceres ne ha
abbattuto senza motivo un altro e stavolta non gli è andata bene e abbiamo
perso. Dieci milioni di tifosi della Juventus si sono chiesti: ma perché l’ha
fatto? Ecco. Oggi, invece delle solite scuse, vorremmo una dichiarazione
spontanea di Caceres. Soluzioni? - spiegargli le regole. - spiegargli
che essere in prestito non significa fottersene della squadra in cui giochi
temporaneamente. - farlo giocare lontano dall’area, magari da punta. -
tagliargli i capelli o regalargli un cerchietto.
6. I giocatori della Juventus si rompono troppo facilmente e troppo spesso. Fate qualcosa. Cioè: 1.
fate. 2. qualcosa. Non è una questione di sfortuna, non potete aspettare che
passi e basta. Sono sempre rotti, tutti rotti, si rompono, tornano
dall’infortunio e si rompono di nuovo, si rompono mentre sono rotti, se sono
rotti non si aggiustano, si rompono i piedi, i muscoli, le costole, le
clavicole, hanno ematomi che scambiano per tumori, si stirano, si strappano, si
sbriciolano, sono sempre stanchi, comincia la stagione e vanno piano perché sono
imballati, va avanti la stagione e vanno piano perché hanno fatto la
preparazione calibrata per essere in forma per la Champions, arriva la Champions
e vanno piano perché non si può giocare ogni tre giorni, in primavera perché,
sai, la primavera, a fine stagione perché hanno esaurito le forze? Ma dove le
hanno usate? Non allenateli, c***o. Se sono così stanchi, usate la partita del
mercoledì come allenamento e gli altri giorni teneteli a riposto dentro una
coperta di lino. Comunque poi vanno via dalla Juve e giocano cinquanta partite
di seguito senza uno starnuto. Serve un genio?
7. Il campionato non è riaperto. E questo perché questa squadra non è abbastanza forte per vincerlo.
Abbiamo gli stessi punti dell’anno scorso? Grandioso, allora arriveremo dietro
di nuovo! La squadra non era abbastanza forte l’anno scorso per vincere lo
scudetto e non lo ha vinto, così come non è abbastanza forte quest’anno e, temo,
non lo sarà l’anno prossimo. Della Champions nemmeno parlo, Dio buono, pensare
di dire che potremmo provare a cercare di vincerla dimostra solo una profonda
incompetenza. In fondo l’eliminazione di ieri è una cosa buona, perché non oso
pensare che cosa sarebbe successo se fossimo andati a Barcellona. E comunque non
è abbastanza forte nemmeno per l’Europa League, ne riparliamo la sera di
Liverpool.
8. Dopo una sconfitta, invece di dire cose come “è l’ultimo
jolly”, “è l’ultima volta”, “basta passi falsi”, “da ora niente più scherzi”
eccetera, non dite niente. No, davvero, non dite più niente, per favore, noi
poveri tifosi juventini veniamo da due anni di Ranieri che ci ha rimbambito di
discorsi e siamo definitivamente saturi: “un desiderio non è un fatto”, vi
ricordo, e non sempre nominare un evento (“basta passi falsi”) serve a produrlo
(Juve-Bayern 1-4). Ah, non dite nemmeno “la colpa è di tutti”, perché non è
di tutti: è vostra. È questo il senso di essere dirigenti. Se io fondo una
squadra di calcio e metto mia madre in porta e prendo dieci gol a partita, la
colpa non è di mia madre e nemmeno dei compagni di reparto o del gruppo. Se
volete che sia di tutti, fateci prendere le decisioni tramite votazioni online
sul sito della Juventus.
9. Serve una persona che sappia fare il
mercato, cioè uno che capisca quando un giocatore è forte e quando non lo è. Non
è facile come sembra. Per questo, io vi offro gratuitamente la soluzione al
problema (come per Alonso, aspetterò che la realizziate spacciandola poi per una
vostra idea). La soluzione al problema
10. Moggi. Moggi poteva
avere tutti i difetti di questo mondo, ma aveva costruito la Juventus più forte
di tutti i tempi, cioè sapeva comprare i giocatori. Va bene, era cattivo. Va
bene, è interdetto per non so quanti anni dal mondo del calcio, ma nessuno può
impedirgli di parlare di calcio a titolo amichevole e amatoriale, ad esempio.
Allora facciamo così: aprite a Moggi un concessionario di Maserati dove vi pare
e gli date uno stipendio di qualche milione di euro, che se li merita tutti dal
primo all’ultimo. Poi, due o tre volte la settimana (ma sarebbe meglio tutti i
giorni), gli fate una telefonata strutturata in questa maniera: - ciao,
Luciano. - ciao. - come vanno le vendite di macchine? - bene,
grazie. - senti, così, chiacchierando, tu lo prenderesti uno come Tiago? -
mh, credo di no. - e scambieresti Zanetti con Felipe Melo? - direi proprio
di no. - e che ne dici di Ferrara come allenatore. - no. - a casa tutto
bene? - sì. Ecco fatto. Uno stratagemma molto semplice e nel giro di
due anni sei di nuovo in finale di Champions. Ci voleva molto?"
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