mercoledì, 7 ottobre 2009

Jean Claude Blanc è il nuovo presidente della Juventus F.C.

Ora è proprio ufficiale. Il nuovo presidente della Juve sarà Jean Claude Blanc, attuale amministratore delegato. Blanc, che manterrà anche l'attuale incarico, prende il posto di Cobolli Gigli. Così ha deciso la Exor, la società d'investimento azionista di maggioranza, controllata dalla Famiglia Agnelli. " Posso confermare che Jean Claude Blanc verrà nominato presidente esecutivo", ha annunciato il presidente John Elkann. "Sono grato a Giovanni Cobolli Gigli per questi 3 anni che sono stati 3 anni duri. Ed è anche grazie a lui che Blanc ora potrà assumere il nuovo incarico. Non è una novità, è un fatto nuovo".

Che dire, di Giovanni Cobolli Gigli, ormai ex presidente della Juventus, ricorderò poco. Non è stato certo un presidente amato e le sue uscite fuoriluogo, i suoi modi di fare ambigui, non sono mai andati a genio a noi tifosi.
Eppure qualcosa di lui ricorderò. Ricorderò, credo per sempre, la prima volta che ho sentito nominare il suo nome associato a quello della Juventus. E' successo proprio qui, sulla pagina di questo blog.
Era l'estate del 2006, ricordate? L'estate che nessuno di noi avrebbe voluto vivere. Il nome di Cobolli apparve per la prima volta in un'Ansa nel tardo pomeriggio di un giorno di fine giugno. In quel periodo, ll nome e la storia della Juventus erano presi a sassate da una "Santa" Inquisizione fin troppo sospetta: Calciopoli, poi Falsopoli.
La corpulenta figura del "Commissario" Sant'Albano, unico punto di riferimento della Società prima di Cobolli, metteva i brividi perchè da più parti già si malignava di una possibile retrocessione in Serie C. Cioè della fine di quella cosa bellissima che ognuno di noi ama fin da bambino: la Juventus.
Così, quando sul monitor delle news comparve quel nome, ve lo confesso, ero sollevato. Perchè? Beh, non sapevo chi era, però per lo meno la Juventus aveva di nuovo un presidente. Se pensate che ciò che scrivo sia una follia avete ragione, però vi ricordo che a quei tempi, la cara Vecchia Signora era stata lasciata letteralmente al suo destino da un vuoto di potere e da un silenzio, alle valeghe di accuse che le piovevano addosso, a dir poco imbarazzante.
Ricordo che postai la notizia su JBC. L'atmosfera era elettrica come mai e gli animi erano tesi come corde di violino. Ricordo Nomad (a proposito, fratè, dove sei finito???) che domandava: "ma almeno qualcuno sa se questo signore è juventino?".
Ecco, credo che tutto ciò che mi ricorderò di lui è in queste righe. Non le uscite fuori luogo che voglio dimenticare, non la presa di distanza con la Triade, non il "Noi ci diamo l'obiettivo di essere vincenti, simpatici, trasparenti".
Solo l'ebbrezza di un tardo pomeriggio d'estate, la tenace speranza nella voglia di un ritorno alle glorie di un tempo. Quella che ancora e per sempre mi lega alla nostra Juventus.
Buon lavoro monsieur Blanc.

Pubblicato da Massim. | Commenti (10)


Tag: racconti e parole, calciopoli, personaggi in bianconero, juve oggi, juve ieri


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giovedì, 3 settembre 2009

Vent’anni dopo, Gaetano Scirea

Archiviato in: Juventus, juve_ieri, personaggi_in_bianconero, racconti_e_parole, varie_e_personali — aleksandr85 @ 01:53:03




Vent'anni. Il tempo di un'intera generazione.
Tanto è passato dal giorno in cui Gaetano Scirea lasciò questa vita senza avere il tempo di salutare nessuno. La sua esemplare esistenza, lo sappiamo tutti, finì su una misera strada polacca per colpa di un banale incidente stradale velato di circostanze beffarde.
Dino Zoff ricorda come gli avesse chiesto di rinunciare a quel viaggio, di non doversi preoccupare di valutare di persona la consistenza del Gornik Zabrze, squadra che probabilmente oggi nessuno conoscerebbe nel nostro paese se non fosse entrata tra i dettagli riguardanti la fine dello storico capitano juventino.

Vent'anni. Ne capitano di cose in tutto questo tempo.
Il calcio poi, è stato letteralmente (s)travolto dall'arrivo della televisione e divorato avidamente da impresari senza scrupoli, che ancora oggi fanno il bello e il cattivo tempo alla faccia dei veri padroni del calcio, i tifosi.
Non credo che questo calcio, questo mondo, fatto di corruzione, puttane e furbetti sarebbe piaciuto a Gaetano. E forse sarebbe stato interessante poter contare sul suo insegnamento, sulla sua integrità per fermarsi a riflettere su quello che il nostro pallone è diventato.
Vent'anni dopo, nel calcio impazzito dei numeri di maglia dall'1 al 99, una società sufficientemente attenta al passato come la Juventus sceglie per l'ennesima volta di assegnare il numero 6 a un giocatore della propria rosa. E' il caso di Fabio Grosso, il terzino campione del mondo. Che però, con tutto il rispetto, con lo storico libero ha veramente poco a che fare.Il ritiro della maglia e la sua consegna all'immortalità nell'immaginario pantheon bianconero non accrescerebbe la leggenda dello storico capitano, semmai eleverebbe gli standard medi in materia di onorificenze pubbliche. Sarebbe però un ulteriore mattone per consolidare il ricordo di una figura che nei prossimi vent'anni rischia di sbiadire sotto i colpi impietosi del
tempo. D'altronde la maggior parte dei ragazzi che ogni domenica anima la curva a lui dedicata, nemmeno l'ha mai visto giocare. Eppure tutti possono vedere il suo profilo signorile impresso nello stendardo appeso sul versante est dell'Olimpico. E forse dovrebbero trovare qualcuno tra le proprie conoscenze che gli racconti chi era Gaetano Scirea. Il giocatore dalla fedina disciplinare pulita (mai un espulsione nè una squalifica in carriera), il giocatore che ha sempre indossato la maglia bianconera, ma anche l'uomo che in vacanza su una spiaggia ligure si fermava a firmare autografi nella zona delle cabine per non disturbare i turisti sotto gli altri ombrelloni. Questo era Scirea.

Quanto sarebbe bello che in questa epoca di vizi e corruzione si riscoprisse la sua eredità, fatta di correttezza, di educazione, di profonda umanità. Sarebbe bello spiegare ai ragazzi che oggi sognano di diventare calciatori che esiste anche un altra possibilità di guadagnarsi la ribalta nello strano mondo del calcio, senza per forza dover essere arroganti, scorretti e maleducati. Liberarsi dagli odiosi stereotipi di oggi. Ecco, essere liberi nell'universo. Come Scirea.

>k§Andr

Pubblicato da aleksandr85 | Commenti (7)


Tag: racconti e parole, varie e personali, personaggi in bianconero, juve ieri


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