venerdì, 26 febbraio 2010
Il calcio c’entra poco. E’ un’orda di barbari del terzo Millennio, con le sciarpe e le magliette dell’Ajax. Ma la rivalità con la tifoseria juventina è soltanto una scusa per lasciarsi andare all’alcol e alla violenza. A fine serata il bilancio è di otto feriti tra poliziotti e carabinieri, quattro fra i tifosi (tre dell’Ajax e un olandese di fede bianconera), sette fermati per i lanci di pietre e bottiglie e un arrestato per aver aggredito un poliziotto. E tutto questo, prima di entrare nello stadio.
Due ore nei pub di corso Vittorio Emanuele sono sufficienti a dare il carburante da bruciare nel pre-partita. Dalle 17 alle 19, i tifosi arrivati dall’Olanda hanno campeggiato nel controviale del corso, in direzione Rivoli: la polizia municipale è stata costretta a chiuderlo al traffico. Trecentocinquanta appassionati di birra hanno cambiato la giornata dei titolari dei due pub più frequentati dalle tifoserie straniere in trasferta. Ma hanno anche moltiplicato l’incasso di un supermercato a metà strada tra i due pub, dove i barbari hanno avuto la possibilità di unire l’utile al dilettevole: soddisfare la passione per la birra e trovare bottiglie di vetro da trasformare in armi. Molti le hanno abbandonate sui marciapiedi, sulla strada oppure davanti ai portoni, per l’occasione diventati orinatoi a cielo aperto. Altri hanno preferito conservarla per fare il tiro a segno con le auto della polizia e quelle parcheggiate lungo corso Vittorio Emanuele.
A scatenare la furia è il momento dell’«imbarco» previsto sui bus Gtt, messi a disposizione per raggiungere lo stadio Olimpico. Pochi istanti di tentennamento, poi la massa di tifosi che biascicava slogan contro la Juve è partita di corsa verso la stazione Porta Nuova. Nemmeno il drappello di poliziotti olandesi arrivati per mediare con i tifosi ha potuto frenare quel fiume in piena. Lanci di bottiglie, un grosso petardo e un paio di fumogeni hanno accompagnato il tragitto fino in via Sacchi, dove lo schieramento di forze dell’ordine ha incanalato i tifosi per raggiungere lo stadio. A quel punto, altri duecento che ciondolavano attorno alla stazione si sono aggiunti ai compatrioti.
La marcia procedeva spedita, ma dopo quasi un chilometro qualcosa non ha funzionato. Arrivati all’incrocio con corso Lepanto, i tifosi hanno tirato dritto lungo corso Unione Sovietica, anziché svoltare per raggiungere corso IV Novembre, proseguire in corso Agnelli e raggiungere l’ingresso ospiti dell’Olimpico. Così, in pochi minuti l’orda olandese si è ritrovata in mezzo alle bancarelle con i gadget bianconeri. Volati in aria tavoli e sedie, due ragazze sono state spinte dal fiume di tifosi. Polizia e carabinieri hanno caricato, per evitare il peggio: meglio far scorrere quell’orda il più in fretta possibile. E così è stato. Uno è finito in manette per l’aggressione a un tifoso juventino incontrato sul proprio cammino. Gli altri sono scivolati fino al «trincerone». Messi spalle al muro, polizia e carabinieri li hanno fatti entrare.
A quel punto, il problema sembrava risolto. Ma dall’altra parte del «trincerone» c’erano i supporter bianconeri. Pronti a vendicare l’affronto della «spazzolata» dei “lanceri” ai banchi dei gadget davanti allo stadio. Le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno caricato di nuovo. Più volte. Lacrimogeni contro fumogeni, petardi, sassi, ma anche assi di legno utilizzate come mazze. Un poliziotto è rimasto a terra, forse colpito alle gambe proprio da una di quelle armi improvvisate. Ma c’è anche un carabiniere che ha preso una bottigliata (di striscio) in faccia e altri sei uomini in divisa medicati per lesioni in varie parti del corpo.
Alla fine della battaglia, sdraiati sul marciapiede di via Castelnuovo delle Lanze, ci sono sette tifosi della Juve, quasi tutti arrivati dall’Olanda. Per loro, la serata si concluderà in questura. La Polizia Scientifica deve analizzare i filmati degli scontri e cercare le loro facce. Rischiano il Daspo (cioè il divieto di frequentare gli stadi) internazionale.
(fonte: La Stampa)
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Massim. |
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