martedì, 17 novembre 2009

Intervento di Paco D’Onofrio (legale di Moggi)

Archiviato in: Juventus, attacchi_alla_signora, calciopoli, farsopoli — admin @ 23:25:53






Basterebbe solo l’assoluzione di Giraudo… Adesso voglio vedere….

Pubblicato da zebrabianconera | Commenti (1)


Tag: calciopoli, farsopoli, attacchi alla signora


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mercoledì, 7 ottobre 2009

Jean Claude Blanc è il nuovo presidente della Juventus F.C.

Ora è proprio ufficiale. Il nuovo presidente della Juve sarà Jean Claude Blanc, attuale amministratore delegato. Blanc, che manterrà anche l'attuale incarico, prende il posto di Cobolli Gigli. Così ha deciso la Exor, la società d'investimento azionista di maggioranza, controllata dalla Famiglia Agnelli. " Posso confermare che Jean Claude Blanc verrà nominato presidente esecutivo", ha annunciato il presidente John Elkann. "Sono grato a Giovanni Cobolli Gigli per questi 3 anni che sono stati 3 anni duri. Ed è anche grazie a lui che Blanc ora potrà assumere il nuovo incarico. Non è una novità, è un fatto nuovo".

Che dire, di Giovanni Cobolli Gigli, ormai ex presidente della Juventus, ricorderò poco. Non è stato certo un presidente amato e le sue uscite fuoriluogo, i suoi modi di fare ambigui, non sono mai andati a genio a noi tifosi.
Eppure qualcosa di lui ricorderò. Ricorderò, credo per sempre, la prima volta che ho sentito nominare il suo nome associato a quello della Juventus. E' successo proprio qui, sulla pagina di questo blog.
Era l'estate del 2006, ricordate? L'estate che nessuno di noi avrebbe voluto vivere. Il nome di Cobolli apparve per la prima volta in un'Ansa nel tardo pomeriggio di un giorno di fine giugno. In quel periodo, ll nome e la storia della Juventus erano presi a sassate da una "Santa" Inquisizione fin troppo sospetta: Calciopoli, poi Falsopoli.
La corpulenta figura del "Commissario" Sant'Albano, unico punto di riferimento della Società prima di Cobolli, metteva i brividi perchè da più parti già si malignava di una possibile retrocessione in Serie C. Cioè della fine di quella cosa bellissima che ognuno di noi ama fin da bambino: la Juventus.
Così, quando sul monitor delle news comparve quel nome, ve lo confesso, ero sollevato. Perchè? Beh, non sapevo chi era, però per lo meno la Juventus aveva di nuovo un presidente. Se pensate che ciò che scrivo sia una follia avete ragione, però vi ricordo che a quei tempi, la cara Vecchia Signora era stata lasciata letteralmente al suo destino da un vuoto di potere e da un silenzio, alle valeghe di accuse che le piovevano addosso, a dir poco imbarazzante.
Ricordo che postai la notizia su JBC. L'atmosfera era elettrica come mai e gli animi erano tesi come corde di violino. Ricordo Nomad (a proposito, fratè, dove sei finito???) che domandava: "ma almeno qualcuno sa se questo signore è juventino?".
Ecco, credo che tutto ciò che mi ricorderò di lui è in queste righe. Non le uscite fuori luogo che voglio dimenticare, non la presa di distanza con la Triade, non il "Noi ci diamo l'obiettivo di essere vincenti, simpatici, trasparenti".
Solo l'ebbrezza di un tardo pomeriggio d'estate, la tenace speranza nella voglia di un ritorno alle glorie di un tempo. Quella che ancora e per sempre mi lega alla nostra Juventus.
Buon lavoro monsieur Blanc.

Pubblicato da Massim. | Commenti (10)


Tag: racconti e parole, calciopoli, personaggi in bianconero, juve oggi, juve ieri


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venerdì, 11 settembre 2009

La serie B spiegata a Cobolli

Archiviato in: Juventus, attacchi_alla_signora, calciopoli, video — admin @ 13:46:14

martedì, 8 settembre 2009

Il disegno dietro calciopoli, eliminare Andrea Agnelli

Archiviato in: Juventus, calciopoli, juve_ieri — Massim. @ 08:03:44

A nessuno sarà sfuggita la combinazione di alleanze che ha dato vita alla scuola di alta formazione per manager, inaugurata nei giorni scorsi a Torino. 
Tra le aziende partner si ritrovano la Fondazione Agnelli, quale capofila, e per essa John Elkann, e la Fondazione Pirelli, ovvero il suo presidente Marco Tronchetti Provera, protagonista di una lotta accesa, senza esclusione di colpi, quando Tronchetti Provera significava anche Telecom, intercettazioni, Polis d’istinto.
Dulcis in fundo, direttore della Scuola Gustavo Bracco, Capo del personale di Telecom di allora con poteri di acquisire le prestazioni di Cipriani. Sorpresa serale, infine al TG1, ripresa della conferenza di presentazione: appare John Elkann e, accanto a Franzo Grande Stevens sedeva, udite udite, Marco Tronchetti Provera.
Vecchia conoscenza sì, dicono quelli di Ju29ro, proprio quel signore che candidamente confermò al Giudice Napoleone come, nell’epoca in cui dirigeva Telecom Italia, Tavaroli avesse messo in moto una “macchina spropositata” contro la “squadra di Moggi”. La squadra, si dà il caso, non era di Moggi ma della Exor (all’epoca Ifil), ovvero degli Agnelli. Nulla di meglio di questo servizio, infatti, ha reso chiaro come tra gli Elkann e Tronchetti Provera vi sia un bel patto di amicizia.
Se cosi non fosse, John chieda a Tronchetti perché Tavaroli, suo dipendente, pose in opera una “macchina spropositata” contro una società del suo gruppo. Lo deve a tutti i tifosi della Juve e a tutti i suoi piccoli azionisti. Credo che la risposta la si possa trovare in maniera esaustiva nel libro mai pubblicato di Gigi Moncalvo, del quale molti capitoli sono stati ripresi da questo giornale. E il capitolo interessato (titolo “Giraudo e Moggi, un pericolo per John”) spiega il “metodo” ad ampio raggio che, secondo l’autore, sarebbe stato attuato per far fuori Giraudo e il sottoscritto, passaggio centrale per raggiungere il vero obiettivo: impedire ad Andrea Agnelli, figlio di Umberto, di giungere alla presidenza della Juve, o ad altri più importanti incarichi nel gruppo. Moncalvo narra della morte di Umberto Agnelli e delle prime mosse di Giraudo per preparare il terreno all’ingresso del figlio Andrea nella Juve. L’ad sapeva che l’idea sarebbe stata avversata da altri, ma non immaginava fin dove si sarebbe spinta l’azione diretta ad impedirla. «In rampa di lancio – scrive Moncalvo – è solo John, nulla deve ostacolare questo disegno, qualunque intralcio, grande o piccolo, diretto o indiretto, deve essere abbattuto con la massima decisione.
Un’eventuale entrata in scena di Andrea, per di più col vantaggio indiscutibile di chiamarsi Agnelli, contrariamente al cugino, crea notevoli disturbi a tutta l’operazione, anche se si tratta “solo” della Juve. Bisogna impedire che la popolarità che in un paio d’anni Andrea sicuramente avrebbe raggiunto grazie al calcio lo proietti anche verso altri incarichi, facendolo diventare un potenziale “concorrente” di John, un ostacolo sul cammino della sua ascesa al potere.
Ecco, quindi, che per bloccare l’ascesa di Andrea o anche solo la sua discesa in campo, occorre azzoppare ed eliminare – scrive Moncalvo – i due uomini che hanno pensato a lui, Giraudo e Moggi. Occorre trovare il modo per farli fuori, anche a costo di far del male per qualche tempo anche alla stessa Juventus. Un “danno collaterale” inevitabile, un effetto del “fuoco amico”, un male necessario e calcolato del quale non si può fare a meno. L’origine della storia di Calciopoli, da questo punto di vista, assume una nuova luce».
Moncalvo si sofferma sulle intercettazioni trasmesse dal pm Guariniello alla Figc affinché verificasse se da quelle carte, nelle quali non era emerso nulla di penalmente rilevante, risultassero violazioni ai regolamenti sportivi. Il presidente Figc, Franco Carraro, le tiene chiuse a lungo nel cassetto, poi all’improvviso le tira fuori.
«Perché e su sollecitazione di chi? – si chiede Moncalvo – Da quel momento si forma la palla di neve che in breve diventerà una valanga. Accade di tutto. La regia giornalistica e il distillato quotidiano delle notizie. I processi sportivi. L’incredibile richiesta del legale della Juventus di condannare la squadra alla serie B. La rinuncia della stessa società a fare ricorso al Tar senza “contrattare” migliori condizioni (come l’annullamento della retrocessione, accettando una forte penalizzazione, come Milan e Fiorentina). La vendita di alcuni pezzi pregiati (Ibrahimovic e Vieira) a una diretta concorrente come l’Inter a un prezzo irrisorio, accompagnato dai ringraziamenti dei dirigenti juventini.
operazione spionaggioI due scudetti tolti a tavolino, uno dei quali assegnato all’Inter proprio da un suo ex consigliere d’amministrazione (Guido Rossi). L’assunzione dello stesso Rossi nel gruppo Fiat con una consulenza di molti milioni di euro. Il mancato coinvolgimento legale nella vicenda di Franzo Grande Stevens, che era il presidente di quella Juventus “chiacchierata”. La scoperta di molte manipolazioni nelle intercettazioni. La “fama” di chi le aveva eseguite e messe a disposizione che figura indagato in importanti inchieste penali. L’operazione-spionaggio che faceva capo a un altro dirigente proprio dell’Inter. Il “patteggiamento” della Juventus anche se la giustizia sportiva non ha scoperto alcun “reato”. Con un punto fermo: la Juve è la maggior danneggiata, Giraudo e Moggi vengono fatti fuori». Su tutto quello che scrive Moncalvo ciascun lettore potrà fare le sue considerazioni. I vecchi juventini so bene cosa pensano. Moncalvo ha avuto il coraggio di scriverlo, ma in tanti conoscono già da tempo la vera storia di Calciopoli.
Luciano Moggi

Pubblicato da Massim. | Commenti (3)


Tag: calciopoli, juve ieri


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